am ritiI lavori agricoli erano fortemente legati ai riti religiosi. Tra questi erano molto importanti le rogazioni che avvenivano tre giorni prima dell'Ascensione; di antichissima origine erano all'interno della liturgia della chiesa per ottenere la fecondità della campagna, la tranquillità delle case e la sanità delle persone. Si percorrevano le strade di campagna e ci si fermava , facendo "una stazione " ovvero una sosta dove c'era un segno religioso come ad esempio un croce. Ad ogni stazione si dava la benedizione ai quattro punti cardinali con una preghiera differente, ad esempio per difendere il vigneto dalla tempesta oppure per la pioggia costante, per proteggere la vita agricola.

Anche le processioni rivestivano una parte importante tra i riti religiosi della comunità contadina; vi è chi si ricorda di quelle in occasione del Corpus Domini e di Pentecoste e durante le Sagre patronali. Sagre ( il cui nome deriva dal sagrato delle chiese ) e feste patronali erano occasioni di grande rilievo. Nelle colline oltrepadane vi è differenza tra Patrono e titolare della chiesa parrocchiale: il primo protegge la comunità, il secondo ne dà il nome; entrambi vengono venerati in due festività differenti. A metà luglio si festeggia la Madonna del Carmelo, tradizione religiosa rimasta anche oggi, a Castana e a Cigognola, a metà agosto, si festeggia la Madonna Assunta in cielo, ma i titolari delle chiese parrocchiali sono rispettivamente  S.Andrea e S. Bernardo.

A Broni la festa patronale di metà settembre, è dedicata a S.Contardo mentre la chiesa parrocchiale è intitolata a S.Pietro Apostolo. A Montescano la parrocchiale è dedicata alla Beata Vergine di Caravaggio, mentre il patrono del paese è S.Giovanni Bosco.

Un’ulteriore usanza locale, ricordata a Castana, riguarda il sabato. In occasione del suono delle campane che annunciavano la funzione religiosa, i lavoratori delle vigne si fermavano presso un pozzo o un luogo in cui scorreva l’acqua per  farsi il segno della croce.

Tutta la giornata era scandita da preghiere e il  rosario era un’attività religiosa molto presente in campagna e spesso veniva recitato durante i lavori manuali, di frequente  erano le donne le titolari di tali preghiere. Anche in inverno, nelle stalle, era diffusa la recita del rosario.

Alla sera dell’antivigilia di Natale vi era  un’usanza, denominata “ la sera delle sette cene”: un pasto di magro ma molto abbondante, composto da sette portate, anche per affittare il digiuno del giorno seguente. Gli ingredienti erano poveri, legati al territorio e alla natura. Questa cena celava un codice dove erano mescolati gastronomia, religiosità e ritualità: sette le portate come i peccati capitali, i giorni della creazione e le ore di luce in inverno. La cena riprendeva anche il rito romano dei Saturnali.

Si tramanda ancora oggi di un’apparizione. A Monteveneroso, frazione di Canneto, esiste  una chiesetta dedicata a San Siro, presso la quale due contadini, che si apprestavano al lavoro nelle vigne, testimoniarono di aver avuto l'apparizione della Vergine.

I più temuti dai vignaioli erano i temporali di grandine che avrebbero distrutto il raccolto.

Nella domenica delle Palme si utilizzavano le foglie di ulivo benedetto per creare delle croci che venivano cucite dalle donne, per poterle disporre nel vigneto per combattere la minaccia della grandine.

Tale azione poteva essere fatta anche il 3 maggio, ricorrenza della Santa Croce: nelle campagne si mettevano delle croci di legno con un rametto di ulivo benedetto.

Le chiese parrocchiali o i piccoli oratori di campagna erano punti di riferimento per la comunità sotto diversi punti di vista, anche in  caso di temporale. Le campane delle chiese avevano una funzione importante :  si suonavano a  suono pieno sia perché vi era la credenza popolare  che le onde sonore potessero "rompere" le nuvole sia, probabilmente, per richiamare i lavoratori dai campi.

Non aveva nulla a che vedere con la religiosità, piuttosto con la superstizione, la consuetudine di incrociare due  attrezzi la möia e  il barnass ( due strumenti che si utilizzano per la stufa, il primo una lunga pinza e il secondo una paletta)  per far cessare il temporale.

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